Tutti
continuano a ripetere che stiamo attraversando una ripresa flebile. Ma cosa
significa in realtà?
Da qualche mese a questa parte, sentiamo ripetere, come uno
slogan, che siamo entrati in una ripresa flebile.
Ormai questo binomio è entrato nel lessico di ognuno di noi.
Dove prima si parlava della crisi, scuotendo la testa, adesso si dice che siamo
di fronte a una ripresa flebile. Alcuni giornali invece nemmeno si sbilanciano
e parlano di una semplice inversione di tendenza: dalla recessione iniziata nel
2011 al segno positivo.
Ma esattamente cosa si intende per ripresa?
Solitamente, in ambito economico, si dice che siamo in ripresa quando si intercetta il verificarsi di alcuni eventi sequenziali:
1) RIPRESA INVESTIMENTI
Gli operatori economici vogliono
tornare a saturare la propria produzione e cominciano a investire sulle proprie aziende.
2) RIPRESA OCCUPAZIONALE
Fra i vari che gli operatori mettono in essere, la fanno da padrona le assunzioni di nuove risorse umane.
3) RIPRESA CONSUMI
Investire sulle risorse umane e quindi sull'occupazione comporta una maggior possibilità di spesa per le famiglie che quindi cominciano ad acquistare. Questo atteggiamento, se mantenuto, porta gli attori economici a veder ripagati i loro investimenti.
Se questo trend continua, la ripresa procede fino al punto di equilibrio.
Questa la teoria.
Come ci conferma anche il rapporto annuale Coop, il tasso occupazionale è in aumento, sì,
ma si parla di cifre che oscillano ogni mese e che comunque non superano mai lo
zero virgola.
Anche per gli investimenti, stesso discorso, sono ripartiti dopo
uno stallo che durava da quasi 8 anni ma non riguardano tutti i settori in modo
trasversale e soprattutto non si sono tradotti direttamente nell'aumento occupazionale.
Gli unici ad essere effettivamente ripartiti sono stati i
consumi, in particolare da quei settori che nell’anno appena trascorso hanno
fatto registrare un aumento notevole: ovvero auto e immobili.
Quindi è un po’ come se si fosse cominciato dalla fine.
Al punto che le aziende, per fare i propri investimenti (e
quindi assumere nuovi addetti), stanno aspettando delle conferme dai
consumatori. Ovvero, dalle famiglie.
E allora avevamo ragione quando, poche settimane fa, abbiamo
deciso di dedicare ai nostri clienti i primo post di questo blog. Sono le
famiglie il vero motore della ripresa.
Le famiglie, in questi otto anni, sono radicalmente cambiate,
si sono rimpicciolite, sono assai più prudenti nelle spese e meno reticenti
alle rinunce. Anche quando questo periodo di crisi si potrà dire ormai
superato, siamo certi che questa esperienza sarà servita a cambiarci nei valori.
Siamo più tecnologici, è vero (ormai lo smartphone è
un’estensione naturale del nostro braccio e telefonare è quasi l’ultimo motivo
per cui lo si acquista) ma siamo anche più attenti allo star bene, all’ecologia
e alla condivisione.
E siamo certi che l’equilibrio che il nostro paese sta
cercando, lo troverà quando gli operatori economici inizieranno a soddisfare
quei bisogni.
E allora la smetteremo di parlare di ripresa.
Parleremo
semplicemente di normalità.