mercoledì 13 gennaio 2016

Bilancio 2015

Aggiornamento ISTAT

Luglio, agosto e settembre 2015 hanno fatto registrare un +8,4% sul numero di accordi e contratti notarili di compravendita rispetto agli stessi mesi del 2014. La quasi totalità di questi atti sono per immobili di tipo abitativo (93%). 

Di pari passo, crescono anche i mutui (+29% sul 2014) a tassi agevoli.

In controtendenza sono invece le aste immobiliari che diminuiscono.

E menomale.



lunedì 11 gennaio 2016

Ripresa flebile: ma che significa?

Tutti continuano a ripetere che stiamo attraversando una ripresa flebile. Ma cosa significa in realtà?


Da qualche mese a questa parte, sentiamo ripetere, come uno slogan, che siamo entrati in una ripresa flebile.

Ormai questo binomio è entrato nel lessico di ognuno di noi. Dove prima si parlava della crisi, scuotendo la testa, adesso si dice che siamo di fronte a una ripresa flebile. Alcuni giornali invece nemmeno si sbilanciano e parlano di una semplice inversione di tendenza: dalla recessione iniziata nel 2011 al segno positivo.

Ma esattamente cosa si intende per ripresa?
Solitamente, in ambito economico, si dice che siamo in ripresa quando si intercetta il verificarsi di alcuni eventi sequenziali:

1) RIPRESA INVESTIMENTI
Gli operatori economici vogliono tornare a saturare la propria produzione e cominciano a investire sulle proprie aziende.

2) RIPRESA OCCUPAZIONALE
Fra i vari che gli operatori mettono in essere, la fanno da padrona le assunzioni di nuove risorse umane.

3) RIPRESA CONSUMI
Investire sulle risorse umane e quindi sull'occupazione comporta una maggior possibilità di spesa per le famiglie che quindi cominciano ad acquistare. Questo atteggiamento, se mantenuto, porta gli attori economici a veder ripagati i loro investimenti.

Se questo trend continua, la ripresa procede fino al punto di equilibrio.

Questa la teoria.

Come ci conferma anche il rapporto annuale Coop, il tasso occupazionale è in aumento, sì, ma si parla di cifre che oscillano ogni mese e che comunque non superano mai lo zero virgola.
Anche per gli investimenti, stesso discorso, sono ripartiti dopo uno stallo che durava da quasi 8 anni ma non riguardano tutti i settori in modo trasversale e soprattutto non si sono tradotti direttamente nell'aumento occupazionale.

Gli unici ad essere effettivamente ripartiti sono stati i consumi, in particolare da quei settori che nell’anno appena trascorso hanno fatto registrare un aumento notevole: ovvero auto e immobili.

Quindi è un po’ come se si fosse cominciato dalla fine.
Al punto che le aziende, per fare i propri investimenti (e quindi assumere nuovi addetti), stanno aspettando delle conferme dai consumatori. Ovvero, dalle famiglie.

E allora avevamo ragione quando, poche settimane fa, abbiamo deciso di dedicare ai nostri clienti i primo post di questo blog. Sono le famiglie il vero motore della ripresa.

Le famiglie, in questi otto anni, sono radicalmente cambiate, si sono rimpicciolite, sono assai più prudenti nelle spese e meno reticenti alle rinunce. Anche quando questo periodo di crisi si potrà dire ormai superato, siamo certi che questa esperienza sarà servita a cambiarci nei valori.
Siamo più tecnologici, è vero (ormai lo smartphone è un’estensione naturale del nostro braccio e telefonare è quasi l’ultimo motivo per cui lo si acquista) ma siamo anche più attenti allo star bene, all’ecologia e alla condivisione.

E siamo certi che l’equilibrio che il nostro paese sta cercando, lo troverà quando gli operatori economici inizieranno a soddisfare quei bisogni.
E allora la smetteremo di parlare di ripresa.
Parleremo semplicemente di normalità.